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«Giulietta è ‘na…» Cronaca semiseria sulla genesi di uno degli striscioni più geniali della tifoseria napoletana

Napoli, 10 Aprile 1989. «Giulietta è ‘na zoccola!» Così tuonava lo striscione srotolato allo stadio San Paolo (quello che oggi noi tutti conosciamo come Stadio Diego Armando Maradona) dai tifosi partenopei in occasione della partita Napoli-Verona del campionato 1988-1989, terminata con la vittoria della squadra partenopea.

Ma chi è la ragazza a cui si riferisce lo striscione? Che si tratti un fidanzato tradito? Niente di tutto questo. La Giulietta protagonista dello striscione era nientepopodimenocheGiulietta Capuleti! Sì, proprio quella! La soave quattordicenne morta tragicamente per amore, nonché creatura partorita dalla fervida fantasia del drammaturgo inglese William Shakespeare!

Nella partita di andata, i veronesi avevano accolto la tifoseria partenopea con striscioni che invocavano l’intervento “epurativo” del Vesuvio, cosa che i napoletani si legarono al dito e così replicarono, nella partita di ritorno, con quello striscione dal sapore, per così dire, shakespeariano.

Una “risposta”, tanto sagace, da diventare “storica” ed ispirare il libro di Cristiano Militello, intitolato appunto Giulietta è ‘na zoccola, pubblicato da Kowalski Editore nel 2007. In seguito, il libro di Militello piacque così tanto all’autore televisivo Antonio Ricci da spingerlo a chiedergli di portare lo spirito del libro in televisione con l’ormai mitica rubrica “Striscia lo striscione” del programma televisivo Striscia la Notizia.

Ma quello non fu un gesto isolato: infatti, nel 1996, sempre in occasione della partita Napoli-Verona, un altro striscione non lasciava più ombra di dubbio: «La storia ha voluto Giulietta zoccola e Romeo cornuto.»

Ennesima risposta esemplare ad una certa tendenza “xenofoba”, che in altre curve italiane si è andata ad accentuare sin dalla fine degli Ottanta, anticipando, di poco, le assurde tendenze separatiste del “Carroccio” di Umberto Bossi.

Ma quella non fu solo una frase tipica da striscione, semmai un piccolo capolavoro di arguzia, che – pur se scomodando il genio shakespeariano – voleva essere uno sfregio “scherzoso” alla storia dei due giovani innamorati, simbolo della città di Verona.

Una frase così arguta che anni dopo – nel 2014 – ispirò gli stessi tifosi veronesi con lo striscione «Napoletani figli di Giulietta», non rendendosi conto che così facendo ammettevano pubblicamente che la “loro” Giulietta fosse una grandissima… ispiratrice!!!

Ivan Guidone

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