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Europei

Austria, il freno delle grandi aspettative

Dopo un paio di lustri nei quali le giovanili austriache hanno ottenuto ottimi risultati, la Nazionale maggiore è passata all’incasso conquistando la qualificazione alla fase finale degli Europei per la seconda volta consecutiva, terza in assoluto. Risultato conquistato grazie all’ampliamento del numero di squadre ammesse alla fase finale della competizione continentale, ma anche frutto di una crescita generale della base. La sensazione, tuttavia, è che questa nazionale abbia già toccato il picco di rendimento e la mancanza di un grande terminale offensivo ne ha limitato il rendimento nelle fasi finali delle competizioni internazionali. L’Austria ha un calcio moderno ed ha beneficiato della crescita in patria del Salisburgo, sebbene il nucleo portante dei pluricampioni di proprietà Red Bull sia costituito soprattutto da giovani stranieri. La mentalità di stampo europeo è stata trasferita anche alla nazionale che, sotto la guida del tedesco Franco Foda, ha raggiunto, dopo un avvio particolarmente complicato, il secondo posto nel proprio girone di qualificazione, piazzandosi dietro la Polonia.

In patria questa nazionale è stata schiacciata dal peso delle grandi aspettative, naufragate alla prova del nove, ovvero la disputa delle fasi finali di mondiali ed europei. Un vero peccato perché nelle gare di qualificazione ha offerto spesso un gioco brillante, messo talvolta in discussione da una fase difensiva approssimativa e una scarsa dimestichezza nel concretizzare le occasioni da gol create. I punti interrogativi che si porta dietro in questo europeo sono in parte già noti, ovvero il ruolo di quella che è a tutti gli effetti la stella della squadra, il jolly del Bayern Monaco David Alaba; altri invece si sono materializzati nel corso degli ultimi mesi e investono in modo particolare la scelta del portiere e il modulo di gioco da adottare. Quest’ultimo è strettamente legato alla collocazione di Alaba, giocatore di indubbie doti tecniche e tattiche, ma in nazionale quasi sempre incapace di incidere. Se in Germania ha costruito la sua carriera sulla grandissima duttilità e l’impiego in tutti i ruoli di movimento possibili, con l’Austria sembra aver pagato proprio il diverso utilizzo disposto dai commissari tecnici. Ha fatto fatica sia quando è stato utilizzato da faro del gioco, finanche come trequartista o centrocampista centrale, sia quando è stato utilizzato nel ruolo dove ha dato il meglio di sé sulla fascia sinistra, dove è risultato piuttosto emarginato dal gioco. Se aggiungiamo una stagione passata a giocare quasi interamente da centrale difensivo, si possono ben comprendere le difficoltà di esprimersi al meglio in una nazionale che sembra aver perso parte degli equilibri costruiti negli anni.
Dalla collocazione di Alaba dipenderà anche la scelta della mediana, dove Lainer, Schlager e Grillitsch si contenderanno uno o due posti disponibili nei due possibili schemi di gioco adottati fino ad oggi da Foda, il 4-2-3-1 o il 3-5-2.
Il ruolo di punta sembra essere appannaggio di Kalajdzic, autore di un’ottima stagione nella Bundesliga tedesca con lo Stoccarda, dove ha messo a segno 16 reti, con buona pace del capocannoniere delle gare di qualificazione Arnautovic, meteora dell’Inter del triplete in età giovanile, che dopo una serie di stagioni positive in Premier League, ha pensato bene di andare a svernare nel campionato cinese. Il giocatore di origini serbe potrebbe essere una rivelazione del torneo, da seguire.

La Rosa
Portieri Bachmann, Pervan, Alexander Schlager
Difensori Alaba, Dragovic, Friedl, Hinteregger, Lainer, Lienhart, Posch, Trimmel, Ulmer
Centrocampisti Baumgartlinger, Baumgartner, Grillitsch, Ilsanker, Laimer, Lazaro, Sabitzer, Schaub, Xaver Schlager, Schöpf
Attaccanti Arnautovic, Gregoritsch, Kalajdzic, Onisiwo

CT: Franco Foda (Ger)

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